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Quale formula magica per una pensione serena?

Concetto per molti ancora lontano e vago, il pensionamento può lasciare indifferenti, ma anche suscitare una certa confusione. Tra AVS, secondo e terzo pilastro, è in effetti difficile vederci chiaro. La questione non deve per forza essere un rompicapo, come spiega Ralf Plänkers, responsabile della divisone Assicurazione Vita della Vaudoise.

Il pensionamento è un tema oscuro per molte persone. Come fare chiarezza? 

Constatiamo effettivamente molta incertezza nei nostri clienti. Già capire il certificato della cassa pensione è di per sé complicato. Si parte dal principio che tutto funzioni meccanicamente o ci si affida ai consigli dei propri cari, di sicuro in buona fede ma non sempre adeguati. È più giudizioso rivolgersi a uno specialista in previdenza per un’analisi della situazione personale.

Molti salariati pensano che in pensione riceveranno il 60-80% del loro ultimo reddito. Come stanno le cose in realtà?

Molti percepiranno solo il 55%, se non meno, del loro reddito. I tassi di conversione della LPP, utilizzati per convertire gli averi del secondo pilastro in rendita, tendono inoltre al ribasso e oggi si attestano al 6,8%, mentre l’Assemblea federale desidera fissarli al 6%. Per di più, tenendo conto della parte sovraobbligatoria della LPP (non soggetta alle stesse condizioni legali e stabilita sulla base di un piano di investimento personalizzato, ndr), il tasso medio in Svizzera si situa al 5,7%. Di conseguenza, i lavoratori percepiscono meno di quanto previsto.  

Come evitare questo inconveniente?

Iniziando a pianificare la pensione il prima possibile, ma al più tardi a partire dai 50 anni. Una consulenza individuale è imprescindibile. 

Il 25% degli Svizzeri non ha stipulato un terzo pilastro. 

Sì, ed è un peccato considerati i numerosi vantaggi. Un terzo pilastro consente di beneficiare di risparmi fiscali per tutto il periodo di contribuzione, aiuta a economizzare, soprattutto i più spendaccioni, e regala serenità.
L’ideale sarebbe cominciare all’inizio della vita professionale e aumentare progressivamente i contributi. Verso i 40 anni, nella misura del possibile si dovrebbe versare sul terzo pilastro l’importo massimo deducibile dalle imposte (nel 2021 CHF 6883.-, ndr). In questo modo, in pensione si potrà godere di una somma non indifferente, che può superare i 200'000 franchi se l’avere è investito secondo una strategia improntata alla prudenza.


È meglio percepire l’avere del secondo pilastro sotto forma di rendita o di capitale?

Dipende dalla situazione personale, ma occorre considerare vari parametri. Innanzitutto l’aspetto fiscale: una rendita sarà tassata come un reddito, il capitale sarà soggetto alle imposte una volta sola a un tasso ridotto al momento del versamento. L’opzione più vantaggiosa si rivela spesso il versamento scaglionato del capitale, che in caso di decesso resta in famiglia. Con una rendita, invece, gli eventuali eredi sono molto svantaggiati. Va infine considerato anche il tenore di vita: una rendita rimarrà fissa, mentre se si prevede una pensione attiva, per esempio se si desidera viaggiare, per lo meno i primi anni, il capitale offre più flessibilità. Un buon compromesso potrebbe essere una combinazione tra le due soluzioni, con la rendita che garantisce le entrate sul lungo termine e il capitale che consente di contrastare l’inflazione.

Vale la pena riscattare anni contributivi LPP?

Secondo l’evoluzione del salario, molte persone hanno la possibilità di risparmiare sulle imposte riscattando anni contributivi dalla loro cassa pensione, un’operazione che riduce il reddito imponibile. Nonostante possa sembrare una buona idea, non è necessariamente la migliore, dato che anche in questo caso dipende dalla situazione individuale. Secondo l’età o le prestazioni offerte dalla cassa pensione, il terzo pilastro può rivelarsi una soluzione più vantaggiosa. Un esperto in consulenza valuterà in particolare il tasso di interesse per la parte sovraobbligatoria.

E in caso di pensionamento anticipato?

Si tratta di una decisione che incide sicuramente sulle prestazioni. Forse vale la pena iniziare a ridurre il tempo di lavoro per assicurarsi poi una rendita superiore. Solo con un’analisi della situazione personale da parte di uno specialista è possibile determinare le varie opzioni. Va ricordato che un pensionamento anticipato non esonera dal versamento dei contributi AVS e che, in base al terzo pilastro scelto, non è sempre consentito beneficiarne prima dell’età ordinaria.

 

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