Una persona che si dedica anima e corpo al suo lavoro è una risorsa preziosa per qualsiasi azienda. Eppure, un simile impegno può rivelarsi problematico.
In un contesto professionale sempre più esigente, c’è chi spinge i propri limiti all’estremo, continua ad andare avanti nonostante la stanchezza e fatica a staccare la spina. Col tempo, un simile investimento può tramutarsi in un sovraccarico che, a sua volta, può portare all’esaurimento.
È raro che un burnout sia il frutto di un evento isolato. Di solito insorge in modo graduale, man mano che le risorse fisiche e psicologiche si riducono.
I primi segnali si manifestano con discrezione: stanchezza persistente, difficoltà a recuperare, cali di concentrazione o sensazione di dover compiere uno sforzo maggiore per ottenere gli stessi risultati. Con il tempo, questi problemi raggiungono un livello tale da generare un vero e proprio esaurimento fisico, emotivo e cognitivo.
Totalmente immersi nel loro lavoro, le e i dipendenti interessati tendono sovente a minimizzare tali segnali o a considerarli passeggeri, ritardando così il momento in cui ne prenderanno atto.
Tra i meccanismi maggiormente associati al burnout rientra il perfezionismo.
Il desiderio di fornire un lavoro di qualità è un punto di forza, ma quando ogni compito deve essere ineccepibile, non si accetta più il minimo errore o prevale la sensazione di non fare mai abbastanza, questa esigenza può diventare una fonte di tensione costante.
Le persone perfezioniste tendono a fissare l’asticella molto in alto, a dedicare tanta energia ai dettagli o ad avere difficoltà nel delegare. Se un simile comportamento può essere valorizzato in determinate circostanze, può anche favorire un sovraccarico, ridurre i momenti di riposo indispensabili all’equilibrio fisico e portare al burnout.
Un esaurimento non comporta soltanto conseguenze individuali, interessa tutta l’organizzazione.
Assenze prolungate, perdita di motivazione, calo del rendimento e difficoltà nella collaborazione possono avere un impatto significativo sui team. Le aziende che investono nella prevenzione, invece, contribuiscono a creare un ambiente di lavoro più sano e durevole, in cui l’impegno viene incoraggiato.
Prima vengono notati i campanelli d’allarme, prima è possibile intervenire per evitare che il burnout diventi cronico. Imparare a gestire la pressione, riconoscere i propri limiti e conservare dei momenti per ricaricare le batterie sono stratagemmi che proteggono la salute nel lungo termine.
Prossimamente, i Corporate Health Services organizzeranno un seminario online dedicato al tema del perfezionismo e al suo impatto sulla salute mentale sul lavoro. Le nostre specialiste e i nostri specialisti forniranno indicazioni concrete per comprendere meglio questo meccanismo e prevenirne le conseguenze.
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Corporate Health Services (CHS) è un marchio della Vaudoise Services SA specializzato nella prevenzione, nella gestione e nell’accompagnamento delle assenze. Le nostre specialiste e i nostri specialisti aiutano le aziende a promuovere in modo duraturo la salute sul lavoro, a salvaguardare il benessere delle collaboratrici e dei collaboratori, e a garantire la continuità delle attività.
La buona salute di un’azienda dipende dalla buona salute del personale.
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